Taralli sugna e pepe
21 aprile 2010
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I taralli sugna e pepe o, come dicono a Napoli “taralli “nzogna e pepe” sono una vera e propria droga!
Sì, avete capito bene, una droga! Perché non appena ne assaggi uno non riesci più a fermarti!
Per chi non li conoscesse, i taralli napoletani sugna e pepe sono dei biscotti secchi salati resi piccanti dal pepe e un po’ dolci dalle mandorle: un connubio perfetto!
Ho scoperto che a Napoli questi taralli salati vanno a nozze con la birra.
Io vi dico che con o senza birra i taralli sugna e pepe sono uno snack eccezionale!
Una cosa che mi son sempre chiesta è perché questi taralli si chiamassero “sugna e pepe” e non “pepe e mandorle”.
La risposta l’ho trovata sul web, su un sito di specialità napoletane.
Sembra che i taralli napoletani nacquero intorno al 700 dall’esigenza di utilizzare gli scarti dell’impasto del pane. I fornai cominciarono ad aggiungere all’impasto del pane della sugna (che dava croccantezza) e del pepe (per insaporire).
Con quest’impasto venivano realizzati dei biscotti dalla forma circolare e attorcigliata come li conosciamo oggi. L’unica variante fu aggiunta nell‘800 quando qualcuno aggiunse anche le mandorle rendendoli tali e quali a quelli che mangiamo oggi!
Ingredienti
per 15 taralli circa
400 gr. farina 00
20 gr. lievito di birra
120 gr. sugna
100 ml. acqua
1 pizzico di zucchero
2 cucchiaini di sale
3 cucchiaini di pepe nero
100 gr. mandorle tostate
Preparazione
Mettete il lievito in una ciotola con un pizzico di zucchero e un cucchiaio di acqua tiepida. Scioglietelo ben bene con un cucchiaino e lasciatelo riposare per 10 minuti.
Intanto mettete la farina nel mixer insieme alla sugna, lo zucchero, il sale, il pepe e la metà delle mandorle tritate finemente.
Aggiungete il lievito e lasciate amalgamare.
Aggiungete a filo i 100 ml di acqua tiepida.
Quando l’impasto sarà diventato una palla, togliete dal mixer e lavorate a mano fin quando l’impasto non avrà assunto un aspetto liscio ed omogeneo.
A questo punto foderate una teglia con della carta forno e cominciate a fare i taralli.
Realizzate due “serpentelli” di impasto grandi quanto un dito e lunghi 15 cm circa. Attorcigliateli e chiudeteli. Metteteli sulla teglia e decorate con il resto delle mandorle tostate.
(Se volete farli più piccoli potete piegare in due il “serpentello” e attorcigliarlo su se stesso).
Lasciate lievitare per due ore circa.
Dopodiché infornate a 160 C per 30 minuti circa (griglia media del forno), fin quando la parte sotto non sarà ben dorata.
A questo punto, accendete il grill e fate dorare ben bene anche la parte superiore.
Lasciate raffreddare e servite.
P.S.: se chiusi ermeticamente restano croccanti per diversi giorni! Io, purtroppo, non ho mai potuto constatare!



22 aprile 2010 at 08:17
buonissimi!!! pensa che sono un “pizzo” che devo pagare quando vado a trovare degli amici che ne sono golosissimi…
vero, con la birra sono ottimi… ma l’antica tradizione li vuole “inzuppati in acqua di mare”… sarà vero o solo leggenda di pescatori?
22 aprile 2010 at 08:21
Non so ma mi sebra molto “romantico”
1 maggio 2010 at 18:21
troppo squisiti